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Commento al Vangelo della Domenica

DSC- 24Carissimi catechisti e catechiste,
anche per noi come per gli uomini del suo tempo, quella di Gesù, nel discorso della montagna, è una vera scuola di vita cristiana, di discepolato. Oggi apprendiamo come metterci in relazione con la Legge di Dio, ai suoi adempimenti e come approfondirne alcuni aspetti. Sappiamo che per i nostri fratelli maggiori, che sono gli ebrei, attuare la Legge nella propria esistenza era un principio religioso fondamentale; in tal senso ritengo che le parole-preghiera espresse dal salmista siano molto belle ed evocative, capaci di aiutarci ancora oggi a vivere nella fedeltà al suo patto di alleanza in Cristo Gesù, Signore nostro. Egli, che è la pienezza della Legge di Dio, si pone nella storia della salvezza come Colui che è venuto a dare pieno compimento alla Legge antica di Mosè, non ad abolirla ed, in quanto Sapiente e Divino Interprete, ci aiuta ad approfondirla principio dopo principio, a scendere dentro, cioè nell’interiorità, a non rimanere nella superficie, ma ad entrare nel nostro cuore e lì pensare, sentire e decidere, permettendo a noi di agire nella fedeltà interiore e profonda. Questo modo di “interpretare” la Legge non rende Gesù un rigorista, a noi Gesù non rende fondamentalisti, ma discepoli dalla forte vita interiore, dalla vita nascosta con Gesù, che si pongono tra gli uomini come persone tra persone, realizzando pienamente il nostro essere creature e la nostra dignità di creature. Poi Gesù Maestro insegna ai discepoli alcune applicazioni di questa profondità spirituale e personale nella vita comunitaria, familiare o comunque di coppia uomo e donna e nella relazione con noi stessi e con Dio. Nella vita di comunità: Egli esalta la persona che si può eliminare non solo fisicamente, ma anche con il giudizio superbo e superficiale o con l’ira frettolosa ed ansiosa e ci invita a cercare sopra ogni cosa la fraternità e la riconciliazione; nella vita di famiglia: la donna da sempre solo oggetto di piacere, per Gesù invece è una persona, dono di Dio, al fianco dell’uomo, dalla pari dignità, con cui dialogare, da apprezzare come sorella, le cui doti spirituali, interiori ed umane completano l’uomo, altrimenti solo; nella relazione con se stessi e con Dio: essere veri, autentici, schietti, sinceri, senza nascondimenti o raggiri umilianti, accettandosi davanti a Dio per come siamo anche con i limiti, sempre letti ed accolti nella trasparenza e nello sfondo della Misericordia Eterna. Da questo sapiente approfondimento di Gesù ne esce un uomo nuovo, un uomo adulto, come quello plasmato dal Padre Cratore, un uomo che sa lavorare innanzitutto su se stesso, che non pretende cambiamenti dagli altri, che prende in considerazione seria il cammino della conversione personale e da uomo pieno di pace si pone tra i fratelli e le sorelle. Don Luigi, vostro servo

12/02/2017 | Ufficio Catechistico | Commenti disabilitati su Commento al Vangelo della Domenica

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