menu chiudi menu

Commento al Vangelo della Domenica

17016317_10208620910105072_947122999_oCarissimi catechisti e catechiste,
oggi ci troviamo davanti ad alcune pagine della S.Scrittura che non sono di così facile interpretazione, soprattutto il Vangelo e neanche così consolanti a mio giudizio. Sì, è vero, la prima lettura ci dona un’immagine bellissima della Provvidenza Divina: Egli mai si dimentica di noi, come una mamma che pensa sempre ai propri figli, anzi il profeta va oltre perché ci dice che Dio è più di una mamma sconsiderata, se la si trova, che può anche dimenticare il frutto del proprio grembo: Dio ci conosce, cioè ci ama personalmente, con il nostro nome e cognome, la nostra storia, le nostre attese, veramente, fino in fondo, possiamo dire più di qualunque altra persona su questa terra: quante volte, infatti, confidiamo solo a Lui dei segreti dell’anima o della nostra vita in generale? Quante volte sentiamo che è necessario appoggiarci soltanto sulla sua Bontà e Misericordia? Gesù nella pagina del Vangelo ci dona delle immagini suggestive per commentare e rafforzare l’idea del profeta Isaia: i gigli del campo, gli uccelli del cielo nessuno ne prende cura, eppure il Padre è così attento anche a loro, che sono nutriti anche essi dalla Provvidenza sua; e allora ecco l’insegnamento: la fiducia sconfinata nel Padre buono ci può aiutare a vivere mettendo al primo posto il Regno di Dio e la sua giustizia, non le preoccupazione eccessive dei beni di questo mondo legate solo alla propria persona, vivendo perciò affannati per cosa mangeremo un domani, pensando cioè soltanto ad accumulare, così un domani avremo di cosa mangiare, vivendo come pagani, preoccupandosi ognuno per il suo domani e non pensando di condividere oggi quello che Dio ci dona, per diventare anche noi strumenti di quella Provvidenza che non si dimentica di nessuno. Perciò scrivevo che la pagina del Vangelo non è semplicemente consolante, ma anche di sprone alla fiducia nella Provvidenza, per il domani; Gesù sembra dirci di occuparci solo dell’oggi e nell’oggi mettere al primo posto il Regno di Dio e la sua giustizia, cioè la sua logica, che ci porta a ritenerci parte di una famiglia dove si condividono anche i beni materiali, per sapere provvedere a tutti i figli di Dio; questa pagina di Vangelo mi sembra di una portata rivoluzionaria, perché, se applicata radicalmente ci porta a non addossare a Dio la colpa della fame nel mondo, perché comprendiamo che è una questione di giustizia, non di Provvidenza, perchè ai beni Dio ha provveduto e noi lo stesso abbiamo “provveduto” ad accaparrarcene la maggior parte, lasciando agli altri le briciole; inoltre siamo stimolati a vivere occupati e non affannati del domani che si preoccupa di se stesso, mettendoci Gesù in guardia di non cadere nel circolo del gatto che si morde la coda, o del serpente che mai si sazia. Il domani è nelle mani di Dio Padre! Don Luigi, vostro servo

24/02/2017 | News | Commenti disabilitati su Commento al Vangelo della Domenica

I commenti sono chiusi.