LA CATTEDRALE

 

La veste barocca risale al principio del Settecento: è veramente sontuosa, ma ha il torto di nascondere la primitiva chiesa romanica. I Marmi policromi, il ricco soffitto a cassettoni con le grandi tele incorporate offrono, soprattutto quando sono illuminati, uno spettacolo cha affascina e riempie lo spirito.

Nelle tele, opera di due discepoli del Solimena, Sant’Andrea fa da padrone: le quattro grandi tele della navata centrale furono eseguite nei primi anni del 1700 da Andrea D’Asta: rappresentano, a partire dalla porta, la sua flagellazione, la crocifissione, il Miracolo della Manna, la deposizione nel sepolcro. Le due tele laterali del transetto, invece, eseguite dal Castellano, sono della stessa epoca e rappresentano la Vocazione di Sant’Andrea e la Pesca miracolosa. Sull’altare centrale troviamo un’altra tela di Andrea D’Asta con Sant’Andrea in Croce.

Due antiche superbe colonne di granito, provenienti da Paestum, sostengono l’arco trionfale dell’abside.

Al centro dell’area liturgica, ornata con statue e colonne degli antichi amboni, c’è il nuovo altare per il quale è stato utilizzato il sarcofago dell’arcivescovo Pietro Capuano, morto nel 1359, ornato di belle figure in altorilievo, raffiguranti i 12 apostoli con San Basilio e San Nicola con al centro da una parte Gesù e dall’altra la Vergine. Sul lato destro del transetto c’è la Cappella delle Reliquie o della Riconciliazione: vi si conservano le reliquie di molti santi portate in Amalfi insieme con il Corpo di S. Andrea.

Al centro, sull’altare, è stata collocata una venerata statua della Vergine, dinanzi alla quale andò in estasi Sant’Alfonso: nella sua biografia si legge che dal viso della Madonna partì un raggio di luce che investì il santo, mentre stava predicando nella nostra Cattedrale.

Nella medesima navata, in fondo, sulla porta, c’è una grande tela, che ricorda un miracolo attribuito all’intervento di Sant’Andrea e San Matteo: il 27 giugno 1544 un’improvvisa mareggiata mise in fuga e affondò le navi di Ariadeno Barbarossa, che aveva assalito Amalfi e Salerno. Da allora il 27 giugno è festa in Amalfi.

Nelle nicchie laterali si conservano un busto reliquiario di Sant’Andrea in argento cesellato (sec.XVI) e la bara di Gesù morto, che, la sera del Venerdì Santo, viene portata in una suggestiva processione.

In fondo alla navata sinistra c’è da ammirare una croce di madreperla, portata da Gerusalemme, e il fonte battesimale, formato da una vasca antica di porfido, probabilmente proveniente da un’antica villa romana.

 

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