| Gli uffici pastorali > Ufficio per la Pastorale Scolastica |
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Piazza Duomo, 9 - 84013 CAVA DE' TIRRENI (SA)
Direttore: Prof. Pellegrino Gambardella [e-mail]
Diacono Tito Di Domenico Prof.ssa Beatrice Arpino Diacono Gianfranco Passaro Prof. Armando Lamberti Prof. Don Antonio Landi Prof.ssa Raffaella Forcellino Diacono Francesco Tassielli Prof. Pier Vincenzo Roma Famiglia: Maria e Antonio Pesante Famiglia: Silvana e Vincenzo Iozzino Studenti: Arturo Minco e Antonio D’Amico.
Aperto venerdì ore 10-12
Sito del sindacato degli IdR |
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L’Ufficio diocesano per la scuola e la cultura opera in comunione e sinergia operativa con la programmazione pastorale dell’Arcidiocesi e della Chiesa italiana. Esso ha come compito quello di offrire spazi aperti di riflessione e di comune convenire su alcune questioni rispetto all’antropologia e alla visione dell’uomo. Offre occasioni di convegni su tematiche pedagogiche e di formazione. Organizza e struttura concorsi destinati agli allievi di ogni ordine e grado. È convinto che la scuola è l’epicentro culturale per le nuove generazioni e luogo dove formare una nuova umanità a contatto con la Persona di Gesù di Nazareth. È uno spazio di servizio per tutti i docenti e si presenta capace di collaborare con enti e strutture educative. Struttura dell'Ufficio L'Ufficio Scuola si articola in tre ambiti: Pastorale scolastica, promozione del progetto culturale, scuole cattoliche
Attività in cantiere Partnership con il Comune di Cava de Tirreni, con l’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Cava de’ Tirreni nella realizzazione di un Concorso su una figura emblematica per la storia e la cultura di Cava de’Tirreni: Mamma Lucia, nel XXV anniversario della sua morte. Figura insigne per pietas e superamento dei confini razziali, nazionali, culturali e retaggio ancestrale e di popoli dopo il conflitto della seconda guerra mondiale. Concorso letterario e artistico nelle scuole di ogni ordine e grado. Mese di Dicembre/ Gennaio: Lettera a Gesù Bambino. Itinerario formativo all’interno delle scuole superiori in partnerschip con l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Giovanile. |
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PRESENTAZIONE DEL VOLUME "LA SFIDA EDUCATIVA" L’autunno romano annuncia una frizzante primavera Questa è forse l’unica reale possibilità che abbiamo di riuscir loro [ ai figli] di qualche aiuto nella ricerca di una vocazione, avere una vocazione noi stessi, conoscere, amarla, e servirla con passione: perché l’amore alla vita genera amore alla vita" Natalia Ginzburg L’inizio del III Millennio ha tutti i titoli culturali e storici per dichiarare che ci troviamo davanti a nuove sfide culturali, inedite per consapevolezza e per diffusione planetaria. La globalizzazione così come la conosciamo è nuova nel senso che beni materiali, nello spazio di un sole, sono trasferiti da un polo all’altro, nel volger di un giorno. Le notizie balzano in giro per il mondo in tempo reale. Le economie mondiali dettano le loro leggi ferree moltiplicando guerre e fame. Le religioni tentano di incontrarsi per generare fraternità e rispetto reciproco, in modo del tutto nuovo. La ricerca di una polarità condivisa sta rimarcando il nostro tempo. Si cammina verso nuovi orizzonti di fraternità, dove l’latro è valore in sé e per sé. Le speranze fiorite in tal senso nel mondo ci sono, anche se accuratamente occultate dalle grida di chi, sembra più potente.In questo abbozzato e insufficiente quadro di riferimento, la dimensione pedagogica e quindi educativa risulta essere schiacciata, lì dove dovrebbe essere visibile e concreto il futuro. Le informazioni, pur generose e devastanti, costituiscono l’humus dove crescono degli uomini e delle donne. In questo frame difficile si colloca il portentoso lavoro collegiale realizzato dal Comitato scientifico della Conferenza Episcopale Italiana, presieduto dal Card. Ruini. Il lavoro è frutto della collaborazione scientifica di un pool di esperti in pedagogia, formatori, teologi, sociologi, filosofi…La sfida educativa è il titolo di questo volume, edito da Laterza, pubblicato nel settembre 2009. In questi ultimi decenni è cresciuta la consapevolezza di una " emergenze educativa" che mette seriamente in crisi il futuro dell’occidente, trascinando con sé il resto del mondo. Si avverte la mancanza di una " traditio"- "consegna" tra le generazioni e quindi un procedere senza bussola. Sembra essersi materializzato ciò che Nietzsche evocava nella Gaia Scienza: "Dio è morto". Chi ci darà la spugna per asciugare il suo sangue? Non abbiamo più né nord né sud…La caduta libera nel vuoto è spaventosa. Son venuti meno i punti cardinali per definire il confine tra vita e morte, tra onore e orrore. Altra conseguenza di ciò è la dittatura del relativismo, che non ha di fatto, indicatori chiari, ma molti sono i fattori che inconsapevolmente alimentano tale subcultura relativista. Il Santo Padre Benedetto XVI ha lucidamente avvertito, da più anni questa dittatura sorridente e illuminista del relativismo etico, cha a suo modo ha co-generato l’emergenza educativa. Il Comitato della CEI ha raccolto questa sfida educativa, che in qualche modo inaugura l’attenzione e la questione educativa del I° decennio per la chiesa in Italia, quale orizzonte operativo, cognitivo, organizzativo in ordine alla pastorale della Chiesa. Il dossier presentato da Ruini, La sfida educativa, parte da un presupposto fondante: la vita umana, in ogni situazione, merita rispetto e questo va coltivato. Se per il passato c’era un tapis roulant che in qualche modo veicolava il processo educativo e formativo, in modo quasi inconsapevole e comunque, condiviso; oggi, tale impianto educativo è spezzato,vivisezionato, mortificato, rimosso, cancellato…La formazione, quindi,va ripensata per la generazione degli adulti che orienta le tecnologie, gli stili di vita, le possibilità enormi messe a disposizione di molti. L’ingranaggio della trasmissione della vita e con essa il significato buono della vita è relegato al lumicino. Si registra un attacco, deliberato scientificamente, all’esistenza umana, come non mai nella storia umana. All’esaltazione del valore della vita animale corrisponde la negazione del valore della vita umana: nascente o al tramonto. L’educazione non può più essere considerata una faccenda di alcuni addetti ai lavori in uno spazio chiuso: scuola, famiglia. La sfida educativa apre gli orizzonti ad altre pragmatiche esperienze che sono il gruppo dei pari, i mass media, la strada, l’humus familiare, il contesto scolastico e qui faccio riferimento ai contenuti disciplinari, storiografici, filosofici, editoriali, economici,biologici. La formazione di ogni persona è un fatto permanente, che necessita di una bussola. Nella crisi dell’eccesso di mezzi non si sa che farsene. Si è dentro un labirinto, dove il frammento diventa l’orizzonte esistenziale e valoriale.. Occorre far uscire dalle secche questo mondo della formazione. La proposta che emerge dalla sfida educativa è quella di leggere e giudicare criticamente il nostro tempo sulla cifra della vita che è Cristo. Se la vita non ha questa connotazione diventa un Moloch, un dio di pietra da venerare anzi da adorare.. Con tutti i mezzi a disposizione che abbiamo, siamo caduti nelle tenebre di una caserma preistorica con i più luminosi e strepitosi "lampadari che abbiamo siamo diventati ciechi e soprattutto così "illuminati" da non percepire il grido di senso e di significato che arriva dalle giovani generazioni. La vita necessita di vita per essere vissuta. Occorre ricominciare . Si. Daccapo. In principio e alla fine l’uomo, senza decurtazioni. Il compito della Chiesa è quello di fare da sentinella per il bene della città degli uomini. In tal senso il lavoro: La sfida educativa. Va preso, letto, studiato da chi ha a cuore la propria famiglia la propria classe di alunni, la propria città e il proprio Paese. Il contenuto de "La sfida educativa" spazia e dilaga in tutti gli ambiti dell’esistenza umana. In qualche modo si può sostenere che l’educazione, e questa è la novità assoluta, non è e non ha uno spazio specifico, quanto una prospettiva che attraversa tutte le strutture culturali e sociali. Il volume presenta in modo organico la coniugazione dell’educazione nella sfera della famiglia, della politica, della vita ecclesiale, dei massmediale, dello spazio ludico, del lavoro e dell’impresa, del consumo, dello spettacolo, e dello sport. CRISI ANTROPOLOGICA. La sfida educativa mi sembra essere il punto di riferimento per cogliere l’ipotesi positiva dentro il travaglio culturale della civiltà occidentale, segnata dall’emergenza educativa. Essa è significativa nei vari modi, come si è innanzi detto, proprio perché c’è come un’emergenza- crisi antropologica. Una sorta di cambiamento "epocale" che attraversa "drammaticamente"la famiglia, dove i legami coniugali sono diventati fragili, connotati da relazioni appassionate e leggere. Una relazione infantile e immatura senza impegni duraturi e sottoposta a pressioni sociali e culturali, molto forti e invasivi. Da qui anche la difficoltà delle relazioni genitori-figli a decadere a strumenti di consumo. La famiglia che rifiuta i legami forti e duraturi impedisce quel naturale ancoraggio affettivo, socializzante, di agenzia di informazioni in ordine al sapere. Se questa, la scuola , scarta l’ipotesi interpretativa della realtà sotto il profilo del senso e degli orizzonti umanizzanti dei rapporti e degli insegnamenti, diventa una palestra per "esperti"-quando va bene-, addestratori al buon funzionamento della "cosa pubblica". La disaffezione alla scuola, la rinuncia all’impegno cognitivo , la diffusione del bullismo, la microcriminalità , l’incapacità del mondo degli adulti di vivere e quindi di additare mète di senso e di significato alti, si traduce in un bailamme inestricabile. I vari tentativi di negli ultimi vent’anni in Italia dichiarano la frammentazione dei saperi e la miopia di futuro. Ciò deriva dall’avere tagliato fuori e gettato alle ortiche la tradizione occidentale che poneva la Persona umana al centro della vita. In alcuni documenti si accennava a questo alfabeto umano, senza dare seguito operativo e spazio culturale, nel nome di una magica e onirica mentalità scientifica. I mezzi di comunicazione sono diventati lo strumento di una nuova umanità : l’opinione diventa la verità assoluta e dominante e massificante, dove "l’onore e l’orrore" convivono in maniera sinergica nel nuovo Pantheon della fiction massmediale. Il lavoro, luogo di realizzazione e di con-creazione è scaduto a mera operatività meccanica e massacrante. S’è come interrotta una comunicazione vitale con la fonte originaria. Il segmento pretende essere l’infinito. Il mercante(e quindi) liberista ha imposto le sue regole ferree orientate al massimo profitto, lasciando a casa, senza opportunità i giovani e molti cinquantenni. Intanto la civiltà dell’immagine propina un modello di vita fondato sull’apparire tipico dei talk-show e dei consumi. Il paradigma cartesiano: je pense, donc, je suis! Penso, dunque, sono, è stato rovesciato: appaio, dunque, sono! L’immagine (fittizia, onirica) prende il sopravvento sulla realtà. Davanti a questa situazione drammatica, non si può tacere! La stessa comunità cristiana subisce il fascino di questa mentalità orizzontalista terrenistica consumistica, in una parola: relativista e miope. La comunità cristiana sente urgente l’impegno e il servizio all’uomo nell’educazione. Soprattutto negli ultimi secoli sono fioriti in Europa e specialmente in Italia, carismi, movimenti, sacerdoti e donne di alto profilo culturale e spirituale che hanno vissuto la loro vita come vocazione educativa. Nel’attingere a questo straordinario patrimonio pedagogico formativo, vogliamo guardare al futuro con nel cuore la speranza cristiana che ci inchioda al presente, facendoci cogliere il positivo che vibra nel cuore di ogni uomo e di ogni donna di tutte le generazioni. La crisi educativa e quindi l’emergenza è simmetrica alla sfiducia nell’uomo. Dobbiamo fondare le radici nel valore della vita, la grande sfida è davanti a noi. Le puntuali riflessioni sulla crisi dell’educare oggi vogliono spingere ad un approfondito esame di fatti significativi e specifici di tale impianto ma nel contempo vogliono generare una cultura pedagogica fondata sulla speranza. L’ottica e la prospettiva di lettura dell’"emergenza educativa" è data da una visione realisticamente prositiva e ottimisticamente fiduciale. Il Card. Ruini nella sua magistrale introduzione dichiara subito l’angolo di visuale di lettura della sfida educativa. L’educazione ha un carattere generativo, accolti e accompagnati nella vita: i figli, educati alla ricerca della verità in una sinergia con l’affettività, nella capacità di ascolto come quella di comprensione e di giudizio critico. Nella prospettiva della lettera del Papa Benedetto XVI: "il rapporto educativo è innanzitutto l’incontro di due libertà e l’educazione ben riuscita è formazione al retto uso della libertà". Se è vero che la libertà è il più gran dono che i cieli ci abbiano fatto, è il bene sommo; essa va aiutata a disciplinarsi e questo vale in ogni stadio dell’esistenza umana. La sfida educativa ha il suo epicentro epistemico e sistemico nel valore della persona umana riconosciuta capace di educazione positiva e propositiva che possiede uno sguardo aperto sul futuro, nel rendere il mondo migliore nel bene, nella giustizia e nel bello. Marzo 2010 Pellegrino Gambardella
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