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Paginetta per i catechisti: La partita del cuore

hs-andrea-da-firenze-13651Carissimi catechisti e catechiste,
in questa Domenica, XIII del tempo ordinario, la Parola ci stimola a riflettere soprattutto sul senso di accoglienza reciproca che è presente all’interno della comunità cristiana, a partire dalla fede. La donna illustre accoglie Eliseo come uomo di Dio e Gesù di riflesso ci dice di accogliere il profeta come profeta, per avere la ricompensa: è chiaro che la fede anima la donna a fare quei gesti, di cui parla la prima lettura, per cui per Eliseo prepara anche una stanza presso la sua casa e riceve la bellissima sorpresa della promessa di un figlio, come il suo cuore desiderava. Ritengo che questo sia uno stimolo importantissimo per le comunità cristiane di oggi: chi sono gli uomini di Dio per noi oggi? Abbiamo fede, per cui nell’incontrarli siamo spinti a guardare al di là di ciò che vediamo, intravedendo l’Amore di Dio? Io penso al saluto che una donna anziana della mia parrocchia mi rivolse domenica scorsa; mi riempì di benedizioni, che posso assicurare arrivarono al cuore, dicendo che noi abbiamo bisogno dei sacerdoti, quando nasciamo, quando ”pasciamo”, proprio come le pecorelle e quando moriamo. Penso anche alla bellissima esperienza delle benedizioni delle famiglie, da poco conclusa; nelle famiglie dove ti senti accolto come sacerdote ed atteso, avverti la fede che è presente nel cuore di queste persone. Che Dio le benedica e le ricompensi per tutto il bene che ci rivolgono con fede e con cuore puro! Nello stesso tempo la Parola è di stimolo per noi, consacrati, ad essere degni di questa stima e a rimanere fedeli alla missione che ci affida Gesù e non andare oltre o approfittare di questa benevolenza, “sporcandola” con interessi umani. L’accoglienza della fede ci chiama perciò a volare alto e ad essere anche molto prudenti. Poi la Parola mi ha fatto molto pensare a ciò che tante volte inquina la vita delle comunità e che rovina i rapporti tra di noi e con i Pastori che le guidano: sono i pregiudizi, gli interessi privati ed egoistici, che sono motivati anche dalla mancanza di fede. Tante volte ti accorgi che le persone non ti accolgono, perché hanno nella testa pregiudizi, preconcetti che non sono disposti a perdere, su cui non si confrontano serenamente, almeno per verificare la bontà della loro convinzione. Ma questa Parola ci dice chiaramente che l’accoglienza è un valore dello spirito e parte dal cuore pieno di fede, per cui basta per esprimerla un semplice gesto o una stretta di mano e per negarla, allo stesso modo, un semplice sguardo che ti ferisce interiormente e ti inquieta. La Parola ancora ci stimola a coniugare di più il verbo “perdere”, se vogliamo trovare la vita e darle un senso e la vera gioia: dobbiamo perdere la nostra vita per Gesù, a volte perdere anche le nostre idee, ma soprattutto il nostro comodo, il nostro piacere, il nostro progetto,.svuotarci di noi ed essere di Gesù, per come Lui ci vuole e per quello che vuole che facciamo. Non meravigliamoci allora se la nostra vita interiore può assomigliare ad un piccolo campo di battaglia, dove giocano continuamente la loro partita l’io che vuol vincere e Iddio, che ci propone gentilmente e soavemente il suo piano, a cui facciamo resistenza a cedere il passo e dare il primato; per cui siamo introdotti sull’altro insegnamento, quello del primato, che nelle relazioni spetta a Gesù, da amare prima di ogni altra persona, anche quella più cara. In Lui possiamo poi amare con saggezza e vera umanità tutti: applicare questo principio può essere di grande aiuto per mantenere in equilibrio gli affetti.
Don Luigi, vostro servo

01/07/2017 | News, Ufficio Catechistico | Commenti disabilitati su Paginetta per i catechisti: La partita del cuore
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